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di FABIO ROSSI
Multe più care per chi viola le norme del Codice della strada. Uno schema
di delibera che sarà preso in esame dalla Giunta comunale, infatti,
prevede l’aumento delle spese di notifica dei verbali, a carico di chi
ha la sfortuna di vederseli recapitare a casa. Attualmente questo
servizio, gestito dalla stessa polizia municipale, costa 3,85 euro a chi
riceve la multa a domicilio. Dal 1° ottobre potrebbero diventare 10,65,
per le infrazioni al Codice della strada. La decisione riguarda tantissimi
romani: i cittadini più multati d’Italia, con oltre quattro milioni di
contravvenzioni all’anno.
La nuova delibera prevede l’unificazione dei costi di procedimento e di
notifica. Si sborseranno ben 23 euro per i verbali che contestano illeciti
amministrativi su regolamenti comunali o leggi speciali regionali e
statali. Una sovrattassa di 3,05 euro sarà invece applicata per le multe
contestate immediatamente per infrazioni stradali (10,14 per gli illeciti
amministrativi).
I vigili, dal canto loro, traggono dal servizio di notifiche, fuori
dall’orario di lavoro, un piccolo introito supplementare, attualmente
fissato in 95 centesimi a verbale. Adesso temono che l’aumento delle
tariffe sia la prima tappa verso la privatizzazione del servizio di
notifica.
Contro il provvedimento annunciato protesta Gabriele Di Bella,
responsabile romano del sindacato di categoria della polizia municipale
Sulpm. «Se la giunta renderà operativo il provvedimento - avverte Di
Bella - i vigili urbani della Capitale incroceranno le braccia e si
riuniranno in assemblea, per poi riprendere servizio indossando il
passamontagna a garanzia della propria incolumità. Visto che saranno essi
stessi, in prima linea, a dover applicare i nuovi balzelli».
L’esponente del Sulpm, che ieri ha partecipato a una riunione con gli
assessori capitolini al bilancio Marco Causi, al personale Franco
Cioffarelli, e ai diritti dei cittadini Mariella Gramaglia, parla di «gestione
fallimentare dell’ufficio contravvenzioni», sottolineando come «equiparare
dei costi delle notifiche a quelli applicati dalle Poste potrebbe
preludere all’affidamento del servizio ai privati».
Una preoccupazione, quest’ultima, condivisa da altre sigle sindacali. «Su
questo tema abbiamo scritto tempo fa una lettera a Veltroni - dice Mauro
Ferrari coordinatore romano per la polizia municipale della Cgil-Funzione
pubblica - La notifica delle contravvenzioni deve restare di competenza
dei vigili. Crediamo anzi che i colleghi si debbano occupare anche delle
contravvenzioni elevate dagli ausiliari del traffico».
«Da tempo ci battiamo - aggiunge il presidente dell’Ospol Luigi Marucci
- affinché questo delicato compito, nell’interesse dei cittadini, sia
trattato esclusivamente dai vigili, mentre adesso nell’ufficio
contravvenzioni lavorano anche persone non appartenenti al corpo».
Alle accuse dei sindacati risponde l’assessore al bilancio. «Il costo
delle contravvenzioni - spiega Causi - diventa così a carico di chi ha
commesso l’infrazione, e non del bilancio del Comune, ossia di tutti i
cittadini romani. Il provvedimento è richiesto dalla legge, adegua la
Capitale a ciò che avviene già da tempo in altre grandi città come
Genova o Milano, dove la notifica viene pagata 11 euro da chi la riceve,
ed è stato deciso dal consiglio comunale nella riforma del trasporto
pubblico locale».
L’assessore ricorda «l’importante confronto in atto da alcuni mesi,
con le amministrazioni sindacali, sulle proposte dell’amministrazione
per migliorare il servizio delle contravvenzioni». Tra queste Causi
sottolinea «l’accesso ai dati sulle multe via Internet, il
miglioramento dell’accoglienza negli uffici di via Ostiense,
l’estensione dell’esercizio dell’autotutela, per evitare ai
cittadini adempimenti inutili». Il tavolo di trattative sulle
contravvenzioni, intanto, è stato aggiornato al 9 settembre. «Spero
vivamente - conclude l’assessore - che i sindacati facciano uno sforzo e
vadano incontro ai bisogni dei cittadini».
A gettare una ciambella di salvataggio all’ufficio contravvenzioni è
arrivata la visita a sorpresa di ieri mattina, in via Ostiense, del
difensore civico Ottavio Marotta. «È stata una gradita sorpresa - ha
commentato Marotta - scoprire che tutto funziona regolarmente: ieri alle
11 c’erano quattro sportelli funzionanti, che avevano già risposto alle
richieste di 102 cittadini, e due dedicati a chi, dopo aver preso un
appuntamento telefonico, si era presentato per chiudere una pratica di
fermo amministrativo». Tutto bene, quindi. Ma il 4 agosto, a città semi
chiusa per ferie, forse, ce lo si poteva anche aspettare.
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